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10 novembre 2017

Grande successo al convegno sulla mitigazione del rischio idrogeologico. Il Consorzio incassa la fiducia della Regione, che riconosce il lavoro svolto dall’ente.

Ceriscioli: “Il Consorzio è stato un partner eccezionale. Ora dovrà occuparsi della progettazione e realizzazione delle opere per la messa in sicurezza del territorio”.

E’ stato un convegno ricco di contenuti e molto partecipato quello organizzato questa mattina a Urbino dal Consorzio di Bonifica delle Marche sul tema della mitigazione del rischio idrogeologico. Un pubblico attento fatto di esperti, ricercatori e professionisti ha potuto apprezzare il quadro disegnato dagli studi compiuti dalle Università di Urbino e Camerino, che hanno analizzato il rischio idro-geomorfologico nei fiumi marchigiani, individuando le situazioni più critiche e le possibili soluzioni, come quella della creazione di aree naturali di esondazione.
 
Molto soddisfatto dei risultati ottenuti il presidente del Consorzio Claudio Netti, ma anche il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, che ha lodato l’ente di bonifica per il lavoro svolto fino ad ora.
 
“Il Consorzio è stato un partner eccezionale per la Regione – ha ammesso pubblicamente il governatore - realizzando opere importantissime come le stalle post terremoto, con precisione, serietà e puntualità, sbloccando una situazione delicatissima. In passato questo ente evocava tristi ricordi, ora non è più così. La creazione del Consorzio unico regionale per la gestione dei corsi d'acqua minori è una scommessa certamente vinta. Sono stati realizzati tanti interventi per dare sicurezza e contemporaneamente lavoro a molte aziende locali. Per questo la nostra collaborazione si sta consolidando, in modo da uscire dalla logica dell'emergenza per attuare quella della prevenzione. Quando siamo arrivati in regione ci siamo accorti che le risorse disponibili c'erano, ma non venivano spese – ha ammesso Ceriscioli -. Non deve più accadere, e grazie al Consorzio ci stiamo riuscendo. Ora sono in programma tanti progetti con la pianificazione degli interventi per spendere bene le risorse, con strumenti che ci fanno fare un grande salto di qualità. Sono convinto che ci troviamo in una fase interessante, con tante risorse più che in passato, e con strumenti all'avanguardia per lavorare bene. Ora possiamo avviare il cantiere più grande, ma frazionato su tutto il territorio regionale, mettendo in moto le tante aziende locali, così da diventare un modello per buone pratiche”. 
 
“Il Consorzio sta facendo progetti importanti – gli ha fatto eco Claudio Netti – per rendere il territorio più sicuro. Stiamo giocando una partita in 3 tempi. Il primo è quella della conoscenza. Oggi abbiamo presentato un lavoro svolto in 2 anni, che ha messo insieme Regione, Università e quel mondo che il Consorzio rappresenta, che include anche i sindaci dei comuni marchigiani. Il secondo è quello della progettazione in tempi brevi, ma progettazione di qualità, nel rispetto delle direttive di “Italia sicura”, in cui il 20% delle risorse deve essere impiegato per la tutela ambientale. Il terzo tempo è quello degli interventi, ma sempre nel rispetto dell’ambiente, che è la vera risposta che si può dare al territorio . Se posso riassumere con un titolo di un convegno che abbiamo organizzato: “Noi vogliamo produrre cibo di qualità, in un territorio sano”.
 
Incisivo anche l’intervento del direttore dell’Associazione Nazionale delle Bonifiche, Massimo Gargano. "I cambiamenti climatici e la globalizzazione dell'economia – ha puntualizzato Gargano - impongono un cambio di vita e di stili a cittadini, imprese ed istituzioni. L'Italia tutta, e oggi qui ad Urbino le Marche, possono competere in maniera vincente esaltando i valori dei territori che la rendono unica e distintiva. Dobbiamo però uscire dalle logiche del “fatalismo medioevale” che le istituzioni e i cittadini spesso adottano di fronte ad eventi catastrofici. Il Consorzio di Bonifica e l’Anbi con il Piano irriguo nazionale e il Piano degli invasi hanno offerto al Paese uno strumento concreto esecutivo per generare sicurezza ambientale ed alimentare, creare occupazione e dare quindi protagonismo ai territori e al made in Italy". 
 
“All’estero siamo molto stimati, con ottimi professionisti che vengono chiamati a fare opere d’avanguardia – ha chiosato Erasmo D’Angelis, segretario generale dell'Autorità di distretto idrografico dell'Appennino centrale – eppure fino ad ora non siamo riusciti a concretizzarle nel nostro Paese. Viviamo un paradosso impressionante. Nel ‘66 abbiamo avuto le alluvioni più devastanti,  di cui Firenze è il simbolo. Subito dopo in Europa si è lavorato a grandi opere per contenere i danni. In Italia invece si è continuato ad edificare sulle rive dell’Arno, abbiamo fatto l'opposto. Bisogna lasciarci alle spalle questa storia negativa. Vent’anni fa l’Europa impose di creare i distretti idrografici. Ora dobbiamo riuscire a fare questa riforma. Noi siamo il distretto dell’Italia centrale. Dobbiamo unificare tutte le procedure, e vogliamo fare partire come Protezione civile una grande progettazione con le Università e le Regioni, con grandi professionalità e tecnologie per avere un quadro migliore possibile su cosa andrà fatto. Le risorse ci sono, e man mano che avremo i progetti esecutivi potremo finanziare. Finalmente la progettazione strutturale è entrata nelle logiche di questo Paese, per opere che servono agli italiani, che devono uscire dalla logica del fatalismo medioevale ed entrare in quella della resilienza”. 
 
“E’ stato un convegno importante – ha concluso Michele Maiani, presidente dell’Assemblea del Consorzio di Bonifica, che ha coordinato gli interventi -. Le parole del presidente Ceriscioli ci lusingano e ci obbligano a una sempre maggiore serietà. Ora il Consorzio vuole allargare la sua azione dalla gestione del reticolo idrografico minore, alla totalità dei corsi d’acqua regionali, coinvolgendo sempre più la conoscenza delle Università e in continuo confronto con l’Autorità idraulica. Da parte nostra metteremo a disposizione la capacità di progettazione del Consorzio e quella di realizzare i lavori”.

Grande successo al convegno sulla mitigazione del rischio idrogeologico. Il Consorzio incassa la fiducia della Regione, che riconosce il lavoro svolto dall’ente.
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