Menu

News

06 maggio 2017

Piercamillo Davigo e Grazia Mannozzi incantano la platea nella Giornata della Legalità e della Trasparenza organizzata dal Consorzio di bonifica delle Marche

"Il quadro in Italia è scuro ma le soluzioni esistono: premiare chi parla e autorizzare le operazioni sotto copertura"

“La corruzione è un reato seriale: chi commette queste pratiche, non lo fa una volta sola. Il funzionario che decide di corrompersi, lo ripeterà ogni volta che gli capita l’occasione, con ragionevole certezza di impunità. E sì perché purtroppo, in Italia, la corruzione resta quasi sempre impunita”. Ha esordito così il magistrato Piercamillo Davigo, che ieri mattina a Jesi ha tenuto incollata alla sedia una folta platea radunata in occasione del convegno organizzato dal Consorzio di Bonifica delle Marche per la "Giornata della Legalità e della Trasparenza".  Davigo, già presidente dell’Associazione nazionale Magistrati, ha parlato per oltre un’ora, illustrando le dinamiche della corruzione in Italia, sulla base della ricca esperienza maturata in tanti anni di onorata carriera. Insieme a lui, sul palco dell’Hotel Federico II, la professoressa Grazia Mannozzi, direttrice del Centro studi sulla Giustizia riparativa e la mediazione, che ha disegnato il quadro della corruzione in Italia e della frequente impunità.  

“Tutti pensano che se dichiarano di essersi venduti per poco, il reato sia meno grave – ha raccontato Davigo –. Ma non è così, se ti vendi per poco è gravissimo”. E raccontando la vicenda di un giovane funzionario che ha confessato la mancanza di coraggio di ribellarsi alle imposizioni del superiore corrotto, ha dichiarato: “Io vorrei vivere in un Paese dove ci vuole coraggio ad essere delinquenti, non ad essere onesti”. Poi, riferendosi alle sue vicende personali ha detto: “Io non sono mai stato indotto in tentazione. Sono convinto che in Magistratura la corruzione sia meno presente che in altri ambienti, e quando la si scopre, si resta malissimo. Il mio collega Gherardo Colombo invece dice che esiste, e noi due siamo più tonti: quando ci hanno provato, non ce ne siamo resi conto”. Poi Davigo non ha risparmiato bordate alla politica: “L’attività principale della politica è cercare di evitare che i magistrati facciano processi”, ed al sistema giudiziario: “Dal 1995 al 2010 le condanne per corruzione sono diminuite del 90%, e ciò dimostra che non è stata posta in essere nessuna seria attività per contrastarla, al contrario, c’è una seria attività per ostacolare i processi”.

Altrettanto scuro il quadro disegnato dalla professoressa Grazia Mannozzi, che sebbene viva e lavori in Lombardia, è marchigiana di origine e formazione. “Come cittadina sono avvilita perché è un miracolo che questo Paese stia ancora “in piedi” nonostante l’entità del fenomeno – ha esordito la docente -. Il crollo dei ponti è uno dei tanti costi che la corruzione presenta al Paese. E coinvolge tutti, perché i costi della corruzione ricadono a pioggia sulla collettività. Questa consapevolezza è difficile da far comprendere. Il colletto bianco non viene stigmatizzato come un soggetto pericoloso per la società. La carenza di repressione e la non stigmatizzazione, fanno sì che questi soggetti si riciclino con nuovi incarichi e perpetrino la corruzione”.  

L’Italia sta facendo qualcosa per combattere questo declino? “L’Italia è andata nella direzione opposta rispetto alle richieste dell’Ocse – ha spiegato la docente - con leggi ad personam, il depotenziamento della legge sul falso in bilancio e la legge ex Cirielli sulla prescrizione. L’Ocse ha chiesto sanzioni adeguate, proporzionate e dissuasive. L’Italia invece, in concreto ha sanzioni poco severe, applicate dopo molto tempo e poco dissuasive. In sostanza si ha quasi la totale impunità. Se crollano ponti per cemento depotenziato non possiamo stupirci, ma indignarci!”.

Esiste una soluzione al problema? Il magistrato Davigo l’ha proposta: “Il ricorso massiccio al diritto premiale: ovvero bisogna convincere a collaborare, con forti sconti di pena, perché chi parla diventa onesto per forza. Invece chi mantiene il silenzio si assicura il futuro. Inoltre bisogna autorizzare le operazioni sotto copertura, ma questa cosa non entra in testa al Parlamento”.

L’appuntamento dedicato alla Legalità e alla Trasparenza è stata anche l’occasione per il Consorzio di Bonifica delle Marche di presentare al pubblico il proprio sistema di trasparenza delle informazioni. Messo in campo grazie ad un software di Team System, consente agli utenti di controllare le attività, gli appalti, i dipendenti e l’organizzazione dell’Ente.


Piercamillo Davigo e Grazia Mannozzi incantano la platea nella Giornata della Legalità e della Trasparenza organizzata dal Consorzio di bonifica delle Marche
Lista allegati:


Foto gallery:

Mannozzi Giornata Legalità

Giornata della Legalità e della Trasparenza

Tutti gli articoli in: News

NON SOLO EXPO

29 aprile 2015

NON SOLO EXPO

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità statistiche. Se vuoi saperne di più consulta la privacy policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.
Non mostrare più ×