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02 febbraio 2018

Successo dei progetti in cui l'inclusione sociale sposa la cura dell'ambiente. Il Consorzio alleato con Regione Marche e Soprintendenza Archeologica.

Netti: "Orgogliosi di dare il nostro contributo per politiche sociali intelligenti. Opportunità di crescita e lavoro per ragazzi svantaggiati"

Si sono conclusi con grande successo i progetti 2017 rivolti all’inclusione socio-lavorativa di persone in situazione di dipendenza patologica che hanno visto la collaborazione tra Regione Marche, Consorzio di Bonifica e Soprintendenza Archeologica delle Marche. I giorni scorsi è stato presentato il report di “Rio e Archeo 2017” che ha coinvolto oltre 80 persone e si è caratterizzato per la duplice finalità di offrire sia opportunità formative professionali a ragazzi in carico alle comunità terapeutiche che interventi di pubblica utilità, come la cura del verde e del patrimonio archeologico del territorio. Finanziato all’80% dalla Regione Marche e attuato in collaborazione con Consorzio di Bonifica, Soprintendenza Archeologica delle Marche, Fondazione Marche Cultura, Parco del Conero e Parco San Bartolo, ha visto la partecipazione di 5 enti privati accreditati co-finanziatori al 20% quali Irs L’aurora cooperativa sociale, l’associazione L’imprevisto, Labirinto cooperativa sociale, associazione Oikos e fondazione Exodus.

Altrettanto successo hanno riscontrato i progetti "La Vita dei Fossi d'acqua", "Ergon 3", "Per le nostre strade" e "Foce" portati avanti rispettivamente dalle cooperative Berta 80, Pars e Ama Aquilone e dall’associazione La Speranza. 

Durante la presentazione del report finale, sono stati proiettati i video realizzati, a cui si sono aggiunte le parole toccanti e profonde dei ragazzi coinvolti, che hanno descritto la loro esperienza: un momento di crescita personale e professionale volto  alla prevenzione del dissesto idrogeologico e alla salvaguardia del patrimonio culturale. Hanno tagliato erba, pulito fossi, raccolto quitali di rifiuti, ripristinato staccionate, segnaletiche e aree di ristoro, oltre ad attività di manutenzione e bonifica di aree archeologiche. Un’opportunità per sperimentare attività occupazionali che permettono il recupero e lo sviluppo di capacità cognitive, manuali e relazionali, approfondendo inoltre nuove conoscenze rispetto ai trascorsi di dipendenza. Uno spazio riabilitativo che mira ad essere un punto di riferimento nel futuro per le Marche.

“Siamo ben lieti di dare il nostro contributo nel realizzare politiche sociali intelligenti – ha commentato il presidente del Consorzio di Bonifica, l’avvocato Claudio Netti - perché hanno il duplice obiettivo di  inserimento socio-lavorativo di persone svantaggiate e un’utilità pubblica. Questi interventi possono realmente offrire opportunità di occupazione a giovani che più di altri hanno difficoltà di ingresso nel mercato del lavoro, e noi continueremo a sostenere il progetto.”


Successo dei progetti in cui l'inclusione sociale sposa la cura dell'ambiente. Il Consorzio alleato con Regione Marche e Soprintendenza Archeologica.
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