“Grandi opportunità di lavoro e sviluppo per le imprese agricole nella manutenzione e valorizzazione del territorio”. Il Consorzio sblocca fondi e chiama gli agricoltori a raccolta. La Regione: “E’ il nostro braccio operativo”.

“Grandi opportunità di lavoro e sviluppo per le imprese agricole nella manutenzione e valorizzazione del territorio”.  Il Consorzio sblocca fondi e chiama gli agricoltori a raccolta. La Regione: “E’ il nostro braccio operativo”.

Grande successo dei due incontri organizzati dal Consorzio di Bonifica delle Marche negli istituti Agrari di Macerata e Pesaro. Un momento di confronto con le tante imprese agricole e artigianali che hanno collaborato con l’ente, a cui hanno partecipato anche numerosi sindaci e i tanti soggetti coinvolti nella lotta al dissesto idrogeologico e nella ricostruzione post sisma.

“Il Consorzio è sempre più il “braccio operativo” della Regione – ha dichiarato il presidente di Anbi Marche, Michele Maiani –  capace di concretizzare progetti e opere importanti, dopo anni di stasi amministrativa e di non utilizzo dei fondi comunitari. Un’inversione di rotta che offre grandi opportunità di lavoro per le imprese agricole e artigiane locali. Basti dire che è già operativa una prima delega della Regione per 8 milioni di euro da destinare a lavori, ed è in arrivo una prossima delega per 15 milioni di euro di interventi. Ma non basta: ce n’è addirittura una terza, dei Fondi Fesr per 11.400.000 euro. A tutto ciò si somma un’ulteriore dotazione di risorse per interventi sul dissesto di 50 milioni che dovrebbe arrivare a breve alla Regione Marche. Fondi importanti che permetteranno di fare interventi richiesti da anni. Se anche questi li affidano al Consorzio, si tradurranno certamente in lavori”.

“Abbiamo dimostrato che gran parte dei soldi ricevuti sono stati reinvestiti nel territorio e nel mondo agricolo – incalza il presidente del Consorzio, Claudio Netti – attraverso opere fatte realizzare da imprese agricole locali. Il Consorzio si è conquistato la fama di avere una capacità progettuale e di affidamento dei lavori molto efficace, coinvolgendo  le imprese marchigiane. Non è più accettabile che i fondi europei restino inutilizzati (l’Italia ha speso solo 8,56% delle risorse messe a disposizione )e che gli uffici restino a contemplare le carte. Così come non è più accettabile il “turismo delle opere pubbliche”. Nel rispetto della legge della concorrenza, tenteremo di favorire sempre più le imprese marchigiane nella realizzazione delle opere pubbliche minori, oggi spesso accaparrate da imprese che cercano il 25% di acconto e poi se ne vanno via. Per questo oggi ci lasciamo con dei compiti precisi – ha concluso Netti – staremo vicino alle associazioni per trovare fondi immediati, realizzare bandi immediati e dare respiro agli agricoltori. Il nostro obiettivo e valorizzare il territorio, per rendere le Marche sempre più belle e sicure!”.

“Stiamo facendo di tutto perché il Consorzio diventi con delega il braccio operativo della Regione – ha dichiarato il presidente della Commissione Ambiente, il consigliere regionale Andrea Biancani -. Dopo lo scetticismo iniziale causato da una storia passata ora ampiamente superata, ha dimostrato di essere all’altezza del compito e di concretizzare come pochi altri. Ci siamo raccomandati con Comuni e Provincie: nei limiti consentiti dalla legge, è bene che per i lavori si utilizzino le imprese del territorio, i soldi sono marchigiani ed è  giusto che restino nel territorio, sappiamo che il Consorzio è in linea. Per gli interventi sui fiumi, abbiamo fatto in modo che il Consorzio possa operare non solo nel reticolo idrografico minore, ma anche sui fiumi principali. Alla Regione resta il ruolo di programmazione, pianificazione e controllo. Stiamo facendo come Regione un lavoro enorme, perché riteniamo che la difesa del suolo sia strategico per il nostro futuro. I fiumi vanno valorizzati con progetti intelligenti e sostenibili, come strumenti di promozione turistica e culturale del territorio. Occorre che tutti insieme acceleriamo per dare risposte ai cittadini ”.

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