Bilancio energetico più che virtuoso per il Consorzio. Prodotti 6 milioni di KWh di energia verde contro i 2 consumati.

Bilancio energetico più che virtuoso per il Consorzio. Prodotti 6 milioni di KWh di energia verde contro i 2 consumati.

Quest’anno il bilancio energetico del Consorzio di Bonifica delle Marche si è rivelato più che positivo. L’Ente infatti, ha prodotto molta più energia verde di quella che ha consumato. Basti dire che, grazie alla presenza di importanti centrali idroelettriche e di impianti fotovoltaici (quello in Val Musone produce oltre un megaWatt) il Consorzio ha prodotto oltre 6 milioni di KWh, a fronte di un consumo che non supera i 2 milioni. Un avanzo di energia che supera dunque i 4 milioni di KWh.
Il merito va attribuito agli investimenti fatti per migliorare la tecnologia impiegata per la riduzione dei consumi. Tra questi: l’introduzione del telecontrollo, la tecnologia inverter sulle pompe di sollevamento ad acqua ed anche il montaggio dei contatori, che ha permesso di ridurre gli sprechi d’acqua, limitandone l’uso solo per le quantità effettivamente necessarie. Solo su questo fronte, a livello regionale è stato stimato un risparmio di costi di 150.000 euro (meno si spreca acqua, meno si spende in energia per il suo trasporto). A questi, si devono poi sommare risparmi per altri 250.000 euro solo nella valle del Foglia, proprio grazie all’introduzione dei contatori e alla nuova condotta irrigua, che ha consentito di eliminare le pompe di sollevamento.
“I minori consumi d’acqua per uso irriguo – spiega il presidente del Consorzio di Bonifica, Claudio Netti – ha consentito non solo di ridurre i costi energetici, ma anche quelli ambientali. Ora, a stagione irrigua terminata, nell’invaso di Mercatale abbiamo ancora più di 2.200.000 metri cubi d’acqua a disposizione. Ottima la disponibilità anche alla diga di Cingoli, dove si contano 32 milioni di mc. Proprio qui, tra l’altro, il Consorzio ha in progetto la rialimentazione artificiale dell’invaso, che porterà ad un incremento di 30 milioni di metri cubi, un quarto di tutto il consumo regionale”.

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