Lavori di messa in sicurezza del fiume Misa. “Stiamo lavorando alacremente. Saranno conclusi entro il 7 gennaio”

Lavori di messa in sicurezza del fiume Misa. “Stiamo lavorando alacremente. Saranno conclusi entro il 7 gennaio”

Il presidente del Consorzio di Bonifica, Claudio Netti, ha relazionato mercoledì pomeriggio sullo stato di avanzamento dei lavori per la sistemazione degli argini del Misa, uno dei fiumi più pericolosi delle Marche. Un’audizione di fronte alla Commissione consiliare del Comune di Senigallia, in cui il presidente Netti ha presentato il quadro preciso degli interventi in atto. “Per i primi 4 Km siamo ormai in dirittura d’arrivo – ha dichiarato Netti – saranno conclusi entro il 7 gennaio, anche se l’obiettivo per il prossimo futuro è prevenire rischi lungo tutti i 28 km del fiume». I lavori, suddivisi in due lotti, stanno procedendo parallelamente. «Sul fiume stanno lavorando 20 mezzi e 40 operai, che si stanno occupando della demolizione e della parallela ricostruzione degli argini, e ciò può farci dormire tranquilli. Le risorse investite ammontano a 3 milioni e 700 mila euro».
Nel dettaglio sono stati completati i lavori di sfalcio, mentre i lavori di demolizione e ricostruzione degli argini (nei punti critici) sono arrivati a circa il 72%. Ancora a metà la realizzazione delle reti anti-intrusione, sistemate su 978 metri del corso d’acqua, contro l’1,7 km in cui sono previste. Più indietro i lavori sulla ricopertura arginale.
«Ho fortemente voluto questa commissione per fare il punto sullo stato di avanzamento dei lavori sul Misa la cui competenza è della Regione – ha ribadito il sindaco di Senigallia, Maurizio Mangialardi –. Nel 2014 la Regione aveva stanziato solo140mila euro per tutti i fiumi delle Marche, oggi ne spendiamo 4 milioni solo per 4 chilometri del Misa. Il grande errore è stato il vuoto di interventi che c’è stato dal 1976, data dell’ultima alluvione, al 2011. In questo lasso, il fiume è stato abbandonato. Ma oggi qualcosa è cambiato: si è passati dalla logica dell’emergenza a quella della prevenzione, e sono orgoglioso di vivere questo passaggio».

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