Finanziata con 20 milioni di euro l’estensione della superficie irrigua del fiume Musone

Finanziata con 20 milioni di euro l’estensione della superficie irrigua del fiume Musone

Sta per partire il progetto per l’estensione dell’impianto irriguo del fiume Musone. Il Ministero, dopo oltre un anno di verifiche e selezioni, ha riconosciuto l’importanza e il valore dell’opera che porta la nuova superficie irrigua lorda a 1.900 ettari, compresi nei Comuni di Cingoli e Montefano (Provincia di Macerata) e Filottrano (Provincia di Ancona).

I lavori partiranno a maggio 2019 e prevedono la realizzazione di un serbatoio di compenso (laghetto) in località San Faustino di Cingoli e una rete di distribuzione con condotte in pressione per oltre 45 Km (15 Km in acciaio di grande diametro e 30 Km in pvc di piccolo e medio diametro), che serviranno oltre 140 ditte. L’importo complessivo del finanziamento è pari a 20.000.000 di euro e la durata dei lavori è stimata in due anni.

I vantaggi economici e ambientali, oltre ai dettagli dell’iniziativa,  sono stati presentati oggi durante una conferenza stampa nella sede della Regione ad Ancona.

Hanno preso parte all’incontro il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, il presidente del Consorzio di Bonifica delle Marche Claudio Netti, il presidente Anbi Marche, Michele Maiani, e il delegato nazionale Anbi Marco Bottino. Gli elementi tecnici sono stati approfonditi dal progettista del Consorzio di Bonifica Cristiano Aliberti.

“La scelta di un unico Consorzio Bonifica delle Marche – ha dichiarato il presidente della Regione Ceriscioli –  e il fatto che la Regione ci abbia creduto, soprattutto come braccio operativo delle iniziative per  la difesa del suolo e il rilancio di agricoltura, sta dando frutti straordinari. Una grande capacità operativa di trasformare quelle che sono risorse, in realizzazioni. Il progetto che si presenta oggi coinvolge 140 aziende lungo la valle del Musone e sono convinto che in un tempo ragionevole diventerà un’opera a servizio dell’agricoltura e un’ opportunità di crescita economica. E’ l’ennesima dimostrazione di un territorio sempre più gestito e penso che questo sia l’obiettivo di tutti. Le cronache nazionali questi giorni mostrano  i danni che fa il maltempo, ma spesso la vera causa è la mancata manutenzione del territorio. Questo braccio operativo è quindi una grande risorsa che vogliamo mettere in campo sempre più e i 20 milioni impiegati per questo progetto si affiancano a tante altre risorse che grazie al connubio Regione Consorzio si tradurranno in più sicurezza per i marchigiani e opportunità di crescita economica per l’agricoltura”.

“Si tratta di un’opera importante che sarà conclusa nel biennio 2019 2020 – ha proseguito il presidente del Consorzio di bonifica Claudio Netti – . Non è un semplice progetto di irrigazione. Si passerà dal prelievo in falda a quello di acqua “perduta”, che se non fosse trattenuta dalla diga di Cingoli, finirebbe in mare. Questo già definisce il vantaggio enorme in termini ambientali del progetto. Sarà usata acqua a scorrimento (a caduta dalla diga di Cingoli) e questo diventerà il sistema di irrigazione di maggiore interesse nelle Marche, perché avviene senza il consumo di un chilowatt, in quanto è a caduta. Il lago di Cingoli, già grande oasi naturalistica, diventa sempre più strategico. E’ un cambiamento epocale per 140 aziende agricole. Noi con questo progetto riusciremo a contenere i costi ambientali e faremo salire in modo esponenziale il reddito agricolo lordo, in quanto un terreno è assistito da irrigazione diventa molto più produttivo. Molte aziende di giovani agricoltori troveranno con questo sistema un incentivo e un’opportunità. Quindi c’è il rilancio di un’economia sostenibile. Sono molto grato come Consorzio di Bonifica al presidente Ceriscioli che ha risolto molti ritardi”.

“Qui c’è un Italia che non si vede in tv – ha commentato Marco Bottino, delegato di Anbi nazionale -. C’è un Italia capace non solo di fare progetti, ma di concretizzarli offrendo vantaggi veri al territorio. Questo progetto di 20 milioni di euro è importante per la gestione delle acque (quando ce n’è poca la danno, quando troppa la trattengono). In Italia noi accumuliamo solo il 10% dell’acqua piovana, il resto va via. Così si dà una risposta finalmente diversa, per un Paese che si modernizza anche con infrastrutture irrigue”.

“Questo non è solo un progetto – ha chiosato Michele Maiani, presidente di Anbi Marche – è già finanziato e sarà presto realizzato. E’ doveroso per noi ringraziare la struttura regionale che ci ha supportato, così come l’ingegner Aliberti del Consorzio che lo ha progettato, e un gruppo di giovani neo assunti, giovani brillanti e capaci in grado di progettare. Questo testimonia che dal momento in cui avremo le disponibilità economiche, potremo realizzare concretamente l’opera. Questo è un valore aggiunto che il Consorzio ha messo in campo”.

Il Consorzio di Bonifica delle Marche ha programmato fino ad ora 102 milioni di investimenti: 20 milioni di interventi sul Foglia, 35 sul Musone, 12 sul Tronto, altri 15 sul Tenna e 7 sull’Aso. Di questi, 82 milioni sono già finanziati e gli altri 20 sono in corso di approvazione.

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