Le moderne tecniche di irrigazione per un’agricoltura di qualità. Il Consorzio di Bonifica fa scuola all’Istituto Agrario di Pesaro.

Le moderne tecniche di irrigazione per un’agricoltura di qualità. Il Consorzio di Bonifica fa scuola all’Istituto Agrario di Pesaro.

L’irrigazione a goccia, i sensori di umidità del terreno, le centraline meteo per il calcolo dell‘evapotraspirazione dei suoli. Si è parlato di tutto questo e di molto altro nel corso del convegno che questa mattina il Consorzio di Bonifica delle Marche ha organizzato all’Istituto Agrario Cecchi di Pesaro. Gli studenti, affiancati dagli Agronomi (l’evento è stato riconosciuto dall’Ordine come appuntamento formativo) e dai rappresentanti delle associazioni di categoria, hanno potuto conoscere le ultime novità in tema di irrigazione e risparmio idrico, il tutto nell’ottica del miglioramento della qualità delle produzioni. Nel corso dell’incontro è stato approfondito anche il ruolo che ricoprono i consorzi di bonifica nell’ottimizzazione dell’uso della risorsa idrica e nella tutela e conservazione degli ambienti naturali.

“L’acqua è strategica in agricoltura – ha sottolineato il presidente del Consorzio di bonificia, Claudio Netti – e la sua carenza può compromettere il lavoro di un intero anno. Non possiamo utilizzare più acqua di quella che ci arriva dal cielo, perché creeremmo squilibri pericolosissimi, come l’ingresso del cuneo salino, che ha già fatto molti danni in agricoltura. Del resto – ha evidenziato Netti – non possiamo più fare affidamento sulle regolarità e prevedibilità delle precipitazioni. Per questo dobbiamo preservarla il più possibile. L’irrigazione a goccia è certamente uno dei metodi più efficaci, perché è in grado di soddisfare i fabbisogni idrici delle diverse colture favorendo un grande risparmio idrico. Basti dire che l’efficienza è prossima al 95%. Ma Il Consorzio ha ottenuto risutati eccezionali anche con l’installazione dei contatori agli agricoltori che irrigano. Questo ha comportato grandi risparmi, perché ora c’è molta più attenzione agli sprechi e siamo arrivati a ridurre del 50% i consumi lungo la vallata del Foglia, passando da 6 milioni di metri cubi a 3 milioni a stagione irrigua. Questo ha comportato più acqua sul fiume e una miglior conservazione dell’ambiente lungo l’asta fluviale, che non può essere considerata la fogna a cielo aperto del territorio. Abbiamo garantito uno scorrimento molto superiore al deflusso minimo vitale e contemporaneamente anche una scorta preziosissima di acqua idropotabile. In futuro dovrà esserci sempre maggiore attenzione a questa preziosissima risorsa. Noi metteremo tutto l’impegno che ci è possibile, ma anche voi ragazzi dovrete dare il vostro contributo”.

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