“Alluvioni in Nord Europa: per contrastare tali eventi tragici abbiamo appena avviato 300 cantieri per la messa in sicurezza dei corsi d’acqua minori. Oltre 4.000 in 7 anni”

“Alluvioni in Nord Europa: per contrastare tali eventi tragici abbiamo appena avviato 300 cantieri per la messa in sicurezza dei corsi d’acqua minori. Oltre 4.000 in 7 anni”

“Le alluvioni che hanno investito Belgio, Olanda e Germania, con centinaia di vittime e devastazioni di intere zone abitate, sono state determinate dai corsi d’acqua minori – afferma il presidente del Consorzio di bonifica, l’avvocato Claudio Netti -. Non è esondato il Reno, ma corsi d’acqua ritenuti non pericolosi. Il cordoglio per le vittime e l’orgoglio di aver visto i vigili del fuoco italiani accorrere sul posto, non possono farci dimenticare che questi eventi sono ormai prevedibili.
Non è un caso che il Consorzio di Bonifica delle Marche, con una lungimirante visione espressa all’unanimità dal Consiglio regionale nel 2013, abbia concentrato la propria attività proprio sui corsi d’acqua minori in stato di grave degrado a causa dell’abbondono di qualsiasi manutenzione.
Negare l’evidenza equivale ad assumersi la responsabilità morale di non procedere in un’attività di salvaguardia delle vite umane che ad oggi ha coinvolto l’intero territorio regionale con una efficienza e con risultati, nonostante le limitatissime risorse a disposizione, che sono sotto gli occhi di tutti. Quasi 4.000 cantieri in 7 anni, con la fattiva collaborazione delle associazioni agricole, hanno migliorato l’efficienza del reticolo idrico minore ed ulteriori 300 cantieri sono partiti il 1° luglio in tutta la regione per proseguire in quest’opera.
Parallelamente, con il decisivo contributo della Regione Marche che ha finanziato e sta finanziando opere più complesse sui corsi d’acqua maggiori, si sta portando avanti un’attività di prevenzione contro questi allagamenti, che in passato hanno provocato vittime anche da noi. Attività che non può essere vanificata da estemporanee prese di posizione che finiscono col contrastare di fatto la tutela del bene pubblico più importante: l’incolumità delle persone.
Il piccolo contributo di bonifica che in molti pagano annualmente senza avere la consapevolezza precisa di come venga utilizzato, serve proprio a questo: ad evitare, insieme ad altre azioni, che accadano eventi disastrosi a livello ambientale, economico ed umano come è accaduto in Nord Europa”.

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