L’assetto orografico delle Marche fa sì che la quasi totalità dei corsi d’acqua dreni verso il Mare Adriatico; unica eccezione il fiume Nera, che nasce in territorio marchigiano ma dopo pochi chilometri supera il confine con l’Umbria per poi confluire nel Tevere. Solo una minima parte dei bacini idrografici ricade dunque fuori dal bordo occidentale marchigiano.

Analogamente accade con il reticolo idrografico del Consorzio (che corrisponde oggi a quello regionale) che drena l’acqua quasi esclusivamente verso il mare Adriatico. Tale deflusso superficiale è affidato ad una serie di fiumi che scorrono con direzione SO-NE e che trovano origine nelle dorsali appenniniche.

A prescindere dal fiume Nera, nel territorio marchigiano si riconoscono 13 fiumi principali, che hanno un andamento sub-parallelo, cosiddetto a pettine, e sono: il Conca, Marecchia, Foglia, Metauro, Cesano, Misa, Esino, Musone, Potenza, Chienti, Tenna, Aso e il Tronto.

In merito alla lunghezza dei fiumi, si può notare come questa sia piuttosto ridotta, raggiungendo l’ordine dei 100 km solo con i fiumi Metauro, Potenza, Chienti e Tronto. Non molto elevate anche le altitudini medie dei singoli bacini idrografici.

Oltre ai 13 bacini idrografici principali, si aggiungono alcuni bacini minori (Gabicce/Pesaro, Genica, Metauro/Cesano, Cesano/Misa, Misa/Rubbiano, Rubiano/Esino, Esino/Musone, Fiumarella Bellaluce, Pilocco, Asola, Chienti/Tenna, Valloscura, Etevivo, Molinello/Sbiagio, Canale, Menocchia, Segidio, Tesino, Albula Ragnola, Vibrata, ecc.) che completano il mosaico dell’intero comprensorio di bonifica marchigiano.

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